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Nel sud del Messico verso il divieto di vendita di “cibo spazzatura” ai minorenni

Nel Messico meridionale via libera un divieto di vendita di snack ipercalorici ai bambini, nel tentativo di combattere uno dei tassi di obesità infantile più alti al mondo. Unica nel suo genere in Messico, la misura approvata mercoledì dal legislatore statale di Oaxaca, e riportata dal Washington Post, ha messo fine a vendita e distribuzione di snack ad alto contenuto calorico come bibite, dolci o patatine fritte a chiunque abbia meno di 18 anni, a meno di essere accompagnato all’acquisto da un genitore o un tutore. Il disegno di legge, che deve essere ora firmato dal governatore di Oaxaca per diventare esecutivo, vieterebbe anche ai distributori automatici di distribuire le stesse merci e ne proibirebbe la vendita nelle scuole o nelle vicinanze.

In Messico il “cibo spazzatura” e le bevande analcoliche, gassate e non, sono considerati i principali imputati per l'alto tasso di decessi tra le persone di mezza età da COVID-19, oltre all’allarmante percentuale di casi di diabete e obesità precedenti alla pandemia. Il disegno di legge sembra cercare di aggirare la delicata questione degli snack tradizionali di Oaxaca - lo stato produce cioccolato - definendo le merci vietate come "bevande zuccherate e cibi confezionati ad alto contenuto calorico". La maggior parte degli snack tradizionali di Oaxaca non sarebbe infatti considerata "confezionata".

L’associazione nazionale dei proprietari di piccole attività di vendita ha criticato ieri la proposta di legge, affermando che potrebbe danneggiare 58.000 piccoli negozi, ristoranti e bancarelle e causare la perdita di posti di lavoro a Oaxaca. “La storia dimostra che questo tipo di misura, invece di ridurre i consumi, li aumenta. Il proibizionismo promuove la vendita informale, l'illegalità e l'evasione, senza alcuna tutela della salute ", ha dichiarato il presidente dell'associazione, Cuauhtémoc Rivera.

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