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Nuovo massacro narco contro popoli indigeni

Tre giovani appartenenti ad una comunità indigena di California, nella regione del Cauca, sono stati assassinati da un commando riconducibile a bande di narcotrafficanti che operano nella zona. Brayan Stiven Guetio Ipia di 18 anni, Lizardo Collazos Findo di 23 e Manuel David Larrahondo ventiquattrenne, hanno ricevuto una raffica di arma da fuoco mentre si trovavano in un ufficio pubblico. Secondo i testimoni i sicari hanno chiesto di loro e una volta identificati li hanno freddati per poi dileguarsi.

Dall'inizio del 2020 sono 45 gli indigeni uccisi da bande criminali e paramilitari in Colombia. Le regioni più colpite sono il Cauca, Nariño, Caquetá e Putumayo. Dalla firma dell'accordo di pace tra le Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia e il governo del 2016, sono già 250 le vittime tra le comunità indigene. Eppure il testo che è valso il premio Nobel per la pace all'ex presidente Santos, stabilisce una serie di obblighi da parte dello stato per salvaguardarne l'incolumità. Secondo l'Istituto di Studi per la Pace e lo Sviluppo (Indepaz) dal 1 gennaio 2020 a oggi sono stati uccisi 219 colombiani da gruppi narcos o paramilitari. 36 di loro erano ex combattenti delle Farc sotto protezione statale.

Il portavoce dell'Organizzazione Nazionale Indigena della Colombia, Luis Fernando Arias, ha denunciato che nel paese è in atto un massacro contro le comunità ancestrali. A cui si aggiunge oggi la pandemia: 114 indigeni sono morti e 66 comunità sono affette dal Covid19-

 

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