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Costa Rica, il caffè diventerà "simbolo patrio" per legge

Il presidente della Costa Rica, Carlos Alvarado, ha firmato la legge che dichiara che il chicco di caffè é simbolo patrio, allo stesso livello della bandiera, l'inno o lo stemma. Lo ha fatto in una breve cerimonia a cui hanno partecipato anche, via teleconferenza, gli alunni della scuola San Rafael della regione rurale di Dota, promotori della nuova norma. L'iniziativa prevede anche la dichiarazione di interesse pubblico della produzione, distribuzione e commercializzazione del caffè, compromettendo così iniziative statali a futuro per favorirne lo sviluppo. In Costa Rica il caffè é popolarmente conosciuto come “il chicco d'oro”, proprio perchè a partire dalla sua introduzione nel XVIII secolo ha permesso al paese di stabilire rapporti commerciali con l'estero e passare da un'economia di sussistenza a un incipiente sviluppo. Ed é a partire dallo studio di questo processo che studenti della scuola di Dota hanno proposto l'iniziativa, presentata sotto forma di proposta di legge dal deputato Wagner Jiménez. Il presidente Alvarado ha colto l'occasione per lanciare un appello ai cittadini affinché partecipino alla campagna di raccolta del caffè che comincia a metà agosto e si estenderà fino a marzo, ma attualmente a rischio a causa dell'emergenza nazionale dovuta al coronavirus. Circa 38.800 famiglie produttrici dipendono dalla buona riuscita di questa campagna a cui hanno già aderito 17mila persone, di cui 7mila indigeni Ngöbe-Buglé che arriveranno dal Panama il 1 agosto proprio per partecipare alla raccolta.

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