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Ecuador e Perù rafforzano l'accordo per l'eliminazione di mine antiuomo alla frontiera

I ministri degli Esteri di Ecuador e Perù hanno concluso l'ennesima Riunione di Autorità Nazionali di Azione contro le Mine Antiuomo, e hanno fatto il punto del lavoro di sminamento umanitario a ridosso della frontiera. In un comunicato hanno anche annunciato la partecipazione come un'unica delegazione alla riunione della Convenzione di Ottawa per la proibizione dell'uso, stoccaggio, produzione, vendita di mine antiuomo e relativa distruzione, che si realizzerà a dicembre del 2020. L'eliminazione delle mine antiuomo installate durante la Guerra de Cenepa del 1995 è iniziata dopo la ratificazione degli accordi di pace di Brasilia nel 1998. Il conflitto, che provocò circa 400 morti in poco più di un mese, doveva risolvere l'annosa questione del controllo territoriale del bacino del fiume Cenepa.
Perù ed Ecuador sono oggi considerati un esempio a livello internazionale di cooperazione tra due paesi belligeranti, che hanno dato vita a corsi e organizzazioni binazionali per la riparazione del danno provocato durante il conflitto armato. Si stima che durante la guerra siano state collocate 15.000 mine terrestri nelle zone della cordigliera e della foresta amazzonica a ridosso della frontiera dove vivono circa 100.000 persone, la maggior parte indigeni e contadini. Negli ultimi 25 anni, 50 militari ecuadoriani hanno subito qualche tipo di mutilazione a causa delle mine antiuomo nella zona. Secondo dati ufficiali, dal 2000 a oggi sono stati liberati 548.843 metri quadri, e sono state distrutte 12.131 mine, 74 mine anticarro e 34 resti di esplosivi da guerra. Dovuto alla pandemia da Covid19, entrambi i ministeri degli esteri hanno dovuto mettere in atto azioni di formazione digitale e sospendere il lavoro sul campo. Il ministero della difesa del Perú spera di poter dichiarare il proprio territorio libero di mine antiuomo entro il 2024.

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