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Coronavirus, non si arrestano i contagi in Brasile

Se i martoriatissimi Stati Uniti sperano in un alleggerimento della morsa del Covid-19, una simile ipotesi appare ancora lontana in Brasile, di gran lunga il paese più colpito dell’America Latina (area caraibica compresa), che da domenica è diventata l’area del pianeta ad aver censito il maggior numero di contagi, superando l’America del Nord. Le autorità sanitarie di Brasilia hanno registrato nell’ultimo bollettino, divulgato poche ore fa, più di 23mila nuovi contagi nelle 24 ore è 614 decessi. Complessivamente, dalla comparsa del morbo si sono quindi avute nell’immenso stato amazzonico ben 2.442.375 infezioni accertate e 87.618 decessi. Si tratta comunque di dati fortemente contestati da diversi osservatori, tra cui quelli delle più importanti facoltà di medicina brasiliane, che mettono in evidenza il fatto che una larga parte dei casi da Covid-19 non vengano rintracciati dalle autorità sanitarie. È di ieri la notizia che la rete sindacale Unisaude, che unisce quasi un milione di medici, ha chiesto alla Corte penale internazionale di aprire una inchiesta sulla risposta del presidente Jair Bolsonaro alla pandemia da Covid-19 che ha letteralmente messo in ginocchio l’immenso stato amazzonico. Secondo l’organo di rappresentanza, l’ultraconservatore presidente, con il suo lassismo di fronte alla pandemia, da lui definita una “leggera influenza”, avrebbe commesso un vero e proprio crimine contro l’umanità.

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