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Il fondo dei vescovi: serve un nuovo modello di sviluppo

L'Ecuador esca dal labirinto Covid con un modello nuovo di sviluppo, rinegoziando il debito, stroncando la corruzione e garantendo sanità e istruzione. E' l'appello lanciato attraverso le pagine di Avvenire dal Fondo ecuatoriano Populorum progressio (Fepp), presieduto da monsignor Nestor Herrera e creato 51 anni fa grazie all'intuizione profetica del vescovo Cándido Rada e al lavoro di Bepi Tonello. Lucia Capuzzi racconta di lui: "originario di Caerano di San Marco, nel trevigiano, Tonello, laico salesiano entusiasta del Concilio, ha esportato in Ecuador il sistema delle casse rurali (oggi Banche di credito cooperativo-Bcc) del Veneto. Creando, anche con il prezioso contributo delle Bcc e Federcasse, un sistema di finanza popolare che sostiene migliaia di organizzazioni comunitarie e centinaia di migliaia di famiglie attraverso Codesarollo, una banca di primo e secondo livello costituita una ventina di anni fa e oggi particolarmente solida ed efficace".


Oggi il Fepp incalza le autorità: l'Ecuador, ricorda Avvenire, è stato il primo Paese della regione su cui si è accanito il virus, tra marzo e aprile, un po' l'Italia in Europa, puntando i riflettori sulle contraddizioni a lungo rimosse della nazione e del resto del Continente: diseguaglianza nell'accesso alle cure, intreccio tra politica e corruzione, esclusione cronica. E il «risultato dell'attuazione di un modello di sviluppo disumano», afferma il gruppo sociale Fondo ecuatoriano Populorum progressio.

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