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Sempre più venezuelani e colombiani richiedenti asilo, ma non in Italia

Per la prima volta in cinque anni, l’Italia non è tra i primi 5 Paesi d'accoglienza. È quanto emerge dal rapporto annuale dell’Agenzia dell’Unione europea per l’asilo, Easo (European asylum support office). Nel 2019 le domande di asilo nei paesi dell'Ue sono aumentate dell'11% raggiungendo quota 738.425, seguite da un aumento del 16% registrato nei primi due mesi del 2020. Mentre l'emergenza Covid-19 ha portato a un recente calo dell'87% delle domande, l'Easo prevede la ripresa della tendenza generale all'aumento. Il rapporto rileva che nel 2019 è stata la prima volta dal 2015 che le domande sono aumentate su base annuale, in parte a causa di un forte aumento dei richiedenti provenienti dal Venezuela (+103% rispetto al 2018) e dalla Colombia (+214% rispetto al 2018). Alcuni paesi dell'Ue – come Cipro, Francia, Grecia, Malta e Spagna – hanno ricevuto nel 2019 più domande di asilo rispetto alla cosiddetta crisi migratoria del 2015 e del 2016. Nel 2019 la maggior parte delle domande di asilo è stata presentata in Germania (165 615; -10%), Francia (128.940; +7%), Spagna (117.795; +118%), Grecia (77.275; +15%) e Regno Unito (44.835 +15%), che scalza dalla top five l’Italia (43.770; -27%) mentre il minor numero di richieste sono state presentate in Lettonia (195), Estonia (105) e Liechtenstein (50). La maggior parte dei richiedenti asilo erano siriani (80.205; 11%), afghani (60.700; 8,2%) venezuelani (45.645; 6,2%). Un notevole incremento nel 2019 ha registrato la quota di decisioni positive concesse ai richiedenti dal Venezuela. Il tasso di riconoscimento per i venezuelani è stato del 96% nel 2019, rispetto ad appena il 29% nel 2018.

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