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Trump adesso tende la mano a Maduro: "Forse lo incontrerei..."

Donald Trump non è molto convinto di Juan Guaidò e non vedrebbe di cattivo occhio un incontro con Nicolas Maduro. Quello che sarebbe un incredibile colpo di scena nella politica interna del Venezuela, ma anche nelle dinamiche geopolitiche internazionali, è un ragionamento che il presidente degli Stati Uniti compie durante un’intervista concesso direttamente nello Studio Ovale all’agenzia di stampa greca Axios, in cui l’intervistatore chiede al padrone di casa se accetterebbe un incontro col leader chavista. "Forse ci penserei  - la risposta di Trump - Maduro vorrebbe un incontro, e io non sono mai contrario agli incontri, o molto raramente. Dico sempre, si perde molto poco a fare una riunione. Anche se in in questo momento, le ho rifiutate".  Trump ha anche indicato di non avere molta fiducia in Guaidó, al quale imputa di non essere riuscito a strappare il controllo del governo venezuelano nonostante il sostegno degli Stati Uniti e dozzine di altri paesi.

Axios chiede all’inquilino della Casa Bianca se sia rammaricato della sua decisione di seguire i consigli del suo ex consigliere per la sicurezza nazionale John Bolton, colui che lo convinse a puntare su Guaidó per far cadere Maduro, Trump non si sbilancia troppo, ma tratta l’attuale presidente ad interim con un pizzico di sufficienza: "Non particolarmente – dice - Avrei potuto prendere quella decisione o meno, ma ero fermamente contrario a  quello che stava succedendo in Venezuela . In quel momento Guaidò era stato eletto (alla presidenza dell’Assemblea nazionale, ndr), ad alcuni piaceva, ad altri no, io ho dato l’ok ma non credo facesse molta differenza”.

Le parole di Trump, pur nella loro genericità, vengono considerate nell’opinione pubblica una vera apertura di credito al regime di Maduro, considerato quando l’amministrazione Usa abbia lavorato finora, compresi il vicepresidente Mike Pence e il segretario di Stato Mike Pompeo, per accreditare Guaidò all’interno e all’esterno del Venezuela, e soprattutto alla luce del fatto che solo lo scorso marzo il Dipartimento di Giustizia abbia incrimnato per narcoterrorismo Nicolas Maduro, appellandolo quale “ex presidente del Venezuela”.  Axios ricorda che nel suo libro "The Room Where It Happened”, che potremmo tradurre con “La stanza dei bottoni”  lo stesso Bolton scrive che Trump considerava Guaidò “debole, mentre Maduro era forte”.

Questo articolo è disponibile anche in: ES