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La Corte Suprema salva i Dreamers dal presidente Trump

La Corte Suprema degli Stati Uniti ha respinto il tentativo dell'amministrazione Trump di smantellare il programma di protezione degli immigrati privi di documenti arrivati negli Stati Uniti da bambini, pensato dal precedente presidente Barack Obama per quasi 650.000 destinatari ribattezzati “Dreamers”, sognatori.  La decisione della Corte Suprema, emessa con 5 voti a  4, ha provocato la rabbia e la sorpresa del presidente Donald Trump, che ha dichiarato in un tweet che questa sentenza fa il paio con quella di inizio settimana sull’ok alla legge federale che protegge i lavoratori LGBTQ, e che entrambe sono "colpi in faccia a tutte le persone che sono orgogliose essere repubblicani e conservatrici".

Il giudice John G. Roberts Jr, di estrazione conservatore, ha votato schierandosi con la maggioranza progressista in entrambi i casi, risultando sempre decisivo. La motivazione con cui il piano di Trump di smantellare il progetto Dreamers è di natura però strettamente tecnica: secondo la Corte infatti l'amministrazione non ha fornito un'adeguata giustificazione alla decisione di porre fine all'azione differita per gli arrivi di infanzia (DACA), il programma attuato dal presidente Barack Obama otto anni fa, che permette a chi è giunto in tenera età da clandestino negli States di poter accedere agli uffici di collocamento, lavorare, studiare e rimanere negli Stati Uniti con un permesso rinnovabile: di aspirare, insomma, all’American Dreams come tutti i cittadini Usa.

I potenziali beneficiari del Daca, secondo il Migration Policy Institute, sarebbero addirittura 1,3 milioni, praticamente tutti ragazzi: di questi in realtà sono 800mila quelli realmente iscrittisi, mentre altri 400mila lo potranno fare non appena avranno soddisfatto i requisiti legati ai titoli scolastici, ovvero un diploma di scuola superiore o equivalente.  La stragrande maggioranza di loro proviene dal Messico, con contingenti più piccoli da Guatemala, El Salvador e altri paesi dell’America Latina e dei Caraibi. La maggior parte di loro non ha più alcun legame con il paese di provenienza e non possiede un documento: senza il Daca, l’unico modo per loro per ottenere uno status legale sarebbe quello di ritornare nel paese di origine e chiedere di tornare con un visto.

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