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Caracas paga in barili il debito con l'Eni

All'appello a fine marzo mancavano ancora 800 milioni di euro. Ora la cifra è leggermente scesa ma a grandi linee è questo, secondo quanto apprende MF Milano Finanza, l'ammontare dei crediti di cui deve rientrare Eni in Venezuela. Ma anche se a ritmo più lento e in quantità ancora non sufficienti, i pagamenti concordati in barili da parte di Pdvsa, la compagnia energetica di Stato, non si sono mai interrotti, anche in questi mesi in cui la produzione e le esportazioni del Paesc hanno raggiunto i livelli più bassi degli ultimi 70 anni (circa 375 mila i barili al giorno previsti da metà giugno, da una media di 1,4 milioni), e molti operatori se la sono data a gambe, spaventati anche dalle sanzioni americane.  Non così Eni, che informa puntualmente la Sec sulla regolarità delle sue operazioni in Venezuela, e altre due oil company, Repsol e la cubana Cubametales. A conferma di questo rapporto faticosamente mantenuto con Pdvsa, il Cane a sei zampe ha in programma di ritirare altri due carichi di greggio dai porti venezuelani, che saranno trasportati dalle navi cargo Delta Torni e Delta Captain. “Eni sta ricevendo le forniture di greggio da Pdvsa”, confermano a Milano Finanza dal gruppo, nel rispetto delle sanzioni statunitensi e in dialogo costante con le autorità Usa. I cargo sono parte di questa attività di recupero dei crediti”.

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