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Il Covid uccide il capo indigeno Paiakan, difensore dell'Amazzonia

Il Covid-19 continua invece a scatenare tutta la sua virulenza sui paesi latinoamericani il più martoriato dei quali resta il Brasile, dove i contagi sono ormai vicini alla soglia del milione, per la precisione 955.377 (di cui 521.046 guariti), con 46.510 decessi. Il Brasile, dopo gli Stati Uniti, è la nazione al mondo più colpita dal morbo ma proprio qui i numeri ufficiali dell’impatto della pandemia sarebbero particolarmente sfuocati. Secondo diversi osservatori indipendenti, infatti, i dati censiti dal ministero della Salute di Brasilia sarebbero in difetto dalle 11 alle 15 volte.

Nello scenario peggiore, dunque, il Brasile già sarebbe il primo paese al mondo per numero di contagi e decessi, anche se il governo centrale guidato dall’ultraconservatore Jair Bolsonaro si ostina ad affermare che la situazione è sotto controllo dando il via libera alla prosecuzione del deconfinamento, già in fase molto avanzata sia a San Paolo che a Rio. Eppure, nelle ultime 24 ore si è confermato il crescendo delle nuove infezioni, ben 34.918 quelle ufficialmente censite, ed anche il numero dei decessi nelle 24 ore è stato ai massimi livelli: ben 1.269 le persone che hanno infatti perso la vita a causa del Covid.

Tra queste, figura anche un importante capo degli indigeni dell’Amazzonia, Paulinho Paiakan, uno dei più ardenti difensori dell’immensa foresta pluviale, spentosi a 65 anni proprio a causa del nuovo coronavirus, che sta facendo letteralmente strage in quell’area del paese. Capo carismatico del popolo Kayapo, era divenuto celebre per la lotta contro il progetto idroelettrico di Belo Monte negli anni Ottanta per contrastare il quale aveva stretto alleanze con altri gruppi indigeni, attivisti internazionali e celebrità. Era stato inoltre uno dei principali organizzatori del raduno di Altamira, che nel 1989 che ha riunito gli oppositori al progetto di Belo Monte riuscendo a convincere la Banca mondiale a ritirare i finanziamenti, sebbene il progetto sia poi andato avanti fino al 2011.

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