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Epicentro Sudamerica, superati gli 80mila morti ufficiali

L’incertezza sulle cifre reali dell’impatto del nuovo coronavirus rappresenta  una costante a livello planetario, ma in America Latina in modo particolare. Questo il quadro della situazione:

BRASILE. I dati ufficiali della malattia sono certamente di molto inferiori alla situazione reale, soprattutto in quei paesi in cui il sistema sanitario è più debole, e che hanno grosse difficoltà a intercettare la totalità dei casi. In questa situazione versano l’intera America Latina e i Caraibi, dove i decessi hanno da poche ore superato la soglia complessiva degli 80mila, di cui quasi 44mila nel solo Brasile, che fa registrare 888.271 contagi sugli 1,7 milioni dell’intero continente. Si tratta di numeri di per sé apocalittici, ma che secondo diversi scienziati locali indipendenti (alcune università hanno messo in attività dei propri osservatori sullo sviluppo dell’epidemia in Brasile) andrebbero moltiplicati dalle 11 alle 15 volte. Restando ai dati forniti dal ministero della Salute di Brasilia, ieri altri 627 decessi si sono registrati nelle 24 ore, portando il totale a 43.959, ovvero il bilancio più pesante al mondo (ancorché sottostimato) alle spalle degli Stati Uniti.

CILE. In Cile, paese che al momento registra 179.436 casi e 3.362 decessi, lo “stato eccezionale di sospensione dei diritti costituzionali per catastrofe” è stato prolungato di tre mesi nel tentativo di arginare i contagi. “Si tratta di proteggere le vite dei cileni” si è giustificato il ministro della Difesa, Alberto Espina. La misura, decretata una prima volta il 18 marzo, permette il mantenimento del coprifuoco notturno e lo stretto confinamento di una popolazione ormai allo stremo delle forze a causa del collasso totale dell’economia, una popolazione che negli scorsi giorni è scesa più volte in strada, scontrandosi con le forze dell’ordine, per protestare contro la mancanza di sostegno da parte dello Stato a quanti sono stati ridotti sul lastrico dal Covid. In Cile larghi strati della cittadinanza, soprattutto nelle grandi città, lamentano da giorni la difficoltà nel reperimento di generi di prima necessità.

PERÙ. Il collasso economico mette in seria difficoltà anche il Perù, dove nonostante la fortissima virulenza del morbo il governo sta per autorizzare la riapertura, verosimilmente entro giugno, delle attività commerciali. Il presidente Martin Vizcarra ha annunciato l’adozione di un decreto che ammorbidirà le restrizioni anti-Covid e che verrà pubblicato domani. Le riaperture saranno progressive, e prevedranno l’adozione delle misure di sicurezza tra cui la distanza di almeno un metro tra le persone e la mascherina obbligatoria.

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