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Scienza, economia, cultura: l'impegno dell'Iila in tempi di Covid

Il Segretario Generale dell’Istituto italo-latinoamericano, Antonella Cavallari, ha partecipato ieri all’evento online di presentazione “Convocatoria CUIA a manifestaciones de interés de colaboración destinada a Universidades argentinas” organizzato dal Consorzio interUniversitario Italiano per l’Argentina, con il quale da pochi giorni è stato siglato un accordo di collaborazione volto a creare sinergie ed attivare una cooperazione scientifica efficace. L’incontro online, mirato a rafforzare le opportunità e gli strumenti di collaborazione tra le università italiane e quelle argentine, ha visto anche la partecipazione dell’Ambasciatore d’Italia a Buenos Aires, Giuseppe Manzo, del ministro de Educación de la República Argentina, Nicolás Alfredo Trotta e del viceministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Marina Sereni. Durante il suo intervento il Segretario Generale ha sottolineato l’importanza delle scienze per superare le attuali sfide globali, per questo motivo IILA continuerà ad impegnarsi per ampliare le possibilità rivolte agli studiosi latinoamericani di partecipare ad attività di formazione e ricerca in Italia e in Europa tramite borse di studio e ricerca, progetti e corsi di formazione di alto livello. È stato un evento che ho apprezzato molto, che ci ha dato modo di dialogare con istituzioni scientifiche ed accademiche sulle loro esigenze- spiega a 9Colonne Antonella Cavallari -  È importante che il Cuia abbia lanciato questo canale di dialogo, mi ha colpito la numerosa partecipazione di rettori di università, accademici, scienziati. E’ il primo di una serie di eventi che mi ha consentito di avere reazioni su cosa viene considerato utile nei nostro progetti, per avere la certezza che ci stiamo muovendo nella direzione giusta”.

Il webinar di ieri segue quello che, qualche settimana fa, aveva messo di fronte scienziati e ministri italiani e latino-americani per un proficuo scambio di esperienze sul contrasto al Covid. Una dimostrazione che “prima non c’era tanto contatto tra il mondo della politica e la scienza, ora davanti a sfide importanti la politica ha avuto bisogno di rapportarsi alla scienza: in questo modo si valorizza la competenza, si capisce che certe decisioni hanno bisogno del sostegno della comunità scientifica. Mi auguro che quello che oggi è avvenuto con il covid, domani magari sarà per il cambiamento climatico”.  Il lavoro dell’Iila per favorire il riallaccio dei tessuti sociali latinoamericani però continua anche su altri fronti, spiega il direttore generale: “Ora stiamo organizzando altri 2 webinar, uno sulle conseguenze dell’impatto economico della pandemia e l’altro sull’impatto culturale. Il primo è devastante perché la crisi si innesca su una crescita già bassa. Vogliamo proporre un dibattuto su delle idee centrali, e dare delle risposte agli imprenditori, dal ruolo dello stato nelle economie, di cui si dibatte molto anche in Italia,  al cambio del paradigma delle relazioni nel mondo del lavoro agli ammortizzatori sociali”. Mentre per quanto riguarda il risvolto culturale, “il patrimonio artistico e il turismo sono stati duramente colpiti, dobbiamo capire come può essere articolato il nuovo modo di concepire il museo e le  mostre. In Sud America loro hanno musei all’aperto eccezionali come I’Inhapim di Belo Horizonte, o l’artista Pablo Atchugarri che ha fatto una struttura all’aperto magnifica, formule al quale potremmo ispirarci”.

Nel frattempo l’IIla lo scorso 28 maggio ha riunito il consiglio dei delegati per eleggerei due vicepresidenti, il costaricense Ronald Flores Vega  e il messicano Carlos Eugenio García. “In questo modo così si è formato il comitato esecutivo, un passaggio istituzionale importante per dare nuovo slancio alle attività dell’Iila perché intendo dare alla mia gestione un grande coinvolgimento degli Stati membri.  Loro hanno risposto in maniera entusiasta, proponendo di creare dei gruppi di lavoro, è un bel segnale di vitalità”.  L’America Latina nel frattempo è diventato il continente più colpito dal coronavirus: lo sguardo da osservatrice del direttore generale Antonella Cavallari rivela una situazione “abbastanza preoccupante, perché da loro non è ancora arrivato il picco che noi abbiamo superato un mese fa, e ora sono al secondo posto per contagi, dietro solo agli Stati Uniti. Ma è impossibile fare paragoni perché in America Latina il lockdown è stato molto a macchia di leopardo”.

E anche l’America è stata molto colpita, emotivamente, dalla morte di George Floyd e di tutte le manifestazioni di piazza che ne sono susseguite, anche perché episodi del genere non sono rari neanche da queste parti: “C’è una attenzione particolare al tema del razzismo – spiega Cavallari – c’è grande sensibilità soprattutto nel nord del Continente dove la presenza di discendenti africani è forte. Il messaggio della vicepresidente del Costarica Epsy Campbell (“da discendente africana, dico che non possiamo rimanere in silenzio ed essere complici dell'ingiustizia, della brutalità e del dolore. Estendo la mia profonda ammirazione a tutte le persone che marciano e sollevano gli ideali della giustizia, dell'uguaglianza e dell'amore”) ha colpito un po’ tutti e ci identifichiamo tutti nelle sue parole”.

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