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Se Brasilia paga il "modello svedese" all'emergenza Covid

Tra le aree che al momento destano maggiore preoccupazione in ottica coronavirus rimane l’intera America Latina, a cominciare dal Brasile dove il bollettino di ieri ha registrato altri 888 morti nonché 20 mila ulteriori infezioni nelle 24 ore. Al momento i decessi accertati dalla comparsa del Covid in Brasile sono 18.859 mentre i contagi totali 291.579 ma si tratta di dati aspramente contestati da diversi scienziati indipendenti, le cui stime parlano di cifre dalle 11 alle 15 volte superiori, che porterebbero il numero dei contagi totali a circa tre milioni facendo diventare il Brasile il “focolaio mondiale” dell’epidemia. “Il governo brasiliano ha perso il controllo della pandemia. Il numero dei casi sta crescendo in maniera esponenziale”, ha detto a Bbc News Brasil il professor Domingos Alves, docente alla facoltà di medicina dell’Università di Riberao Preto, che partecipa all’aggiornamento di un sito “alternativo” per monitorare in tempo reale lo sviluppo della malattia nel Paese sudamericano. A mettere in ginocchio il Brasile c’è la concomitanza di diversi fattori. Oltre alla debolezza del sistema sanitario, si deve tener conto infatti della politica di “non intervento” dell’amministrazione centrale guidata da Jair Bolsonaro, che in contrasto frontale con diversi governatori locali persegue nella sua strategia basata sulla definizione del Covid come “una influenza” in grado sì di provocare vittime, ma – a detta del presidente - “molte di meno di quante ne causerebbe l’arresto dell’economia”.

Insomma, in Brasile è come se si stia assistendo all’applicazione del “modello svedese” su larga scala. Purtroppo, è ormai chiaro che la strategia di lasciare “campo libero” al coronavirus – adottata dal governo di Stoccolma, forse nel non dichiarato tentativo di giungere a una per quanto improbabile immunità di gregge - non porta buoni frutti, e ha fatto balzare il Paese in testa alla triste classifica dei decessi giornalieri per milione di persone in Europa. A dimostrazione di ciò, l’ultimo bollettino, per la Svezia, ha fatto registrare ieri un forte aumento di casi e morti per coronavirus con altri 88 decessi e 724 contagi, quasi il doppio rispetto al giorno precedente (rispettivamente 45 e 422). In tutto sono stati riscontrati finora 3.831 morti e 31.523 casi di Covid-19, numeri molto più alti rispetto ai vicini che hanno adottato rigide misure di lockdown.

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