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L'allarme dei giuristi: a rischio le garanzie costituzionali

In Ecuador, almeno momentaneamente, è vietato rivolgersi alla giustizia se non per episodi di flagranza di reati penali, di violenza contro le donne e altri membri del nucleo familiare, immigrazione, minori nelle carceri, garanzie penitenziarie e costituzionali. È la conseguenza del decreto esecutivo con il quale il governo aveva sospeso, tra le altre cose, anche i lavori di tribunali e magistratura nell’ambito dello stato di emergenza dichiarato dal presidente Lenin Moreno per il coronavirus.

Il provvedimento del governo risale allo scorso 16 marzo, ma a far discutere sono soprattutto gli effetti messi in pratica dal  Consiglio della Magistratura ,  dal momento che la limitazione alle questione di flagranza, secondo giuristi e politici dell’opposizione, rischierebbe di comprimere moltissimo le garanzie costituzionali del Paese, già allo stremo per il collasso del sistema sanitario a causa del coronavirus.  L’associazione Accion Juridica Popular ha presentato immediatamente un ricorso per violazione della sentenza del 1 aprile nella quale la Corte Costituzionale aveva messo in chiaro che nello Stato di emergenza non si intende interrotto l’esercizio delle garanzie costituzionali. “Nonostante la Corte abbia segnalato l’ovvio – scrive Accion Juridica Popular – Il consiglio della magistratura non ha permesso in alcuna città che i cittadini esercitassero le garanzie dei propri diritti costituzionali”: ad esempio “lo scorso 8 aprile nella città di Loja ci siamo presentati in tribunale per presentare un ricorso da parte di nostri assistiti, ma i funzionari ci hanno comunicato che ci sono precise istruzioni di accettare solamente casi relativi all’habeas corpus”.

L’associazione chiede che, per far fronte alle chiusure per il coronavirus, si disponga una piattaforma elettronica dove i cittadini possano presentare via internet le proprie azioni legali di carattere giurisdizionale. “Mediante un semplice memorandum – spiegano su Twitter – si proibisce l’accoglimento di ricorsi costituzionali,  il meccanismo giudiziale che consente di reclamare il rispetto dei diritti. Se non è concesso difenderli, non esistono diritti”. Il tweet è stato condiviso anche da Rafael Correa, ex presidente ecuadoriano, recentemente condannato a 8 anni di reclusione per corruzione ed estromesso dalle prossime presidenziali, in cui avrebbe conteso la vittoria al presidente uscente Lenin Moreno.

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