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Desaparecidos, Plaza de Mayo si sposta sui balconi

Cartelloni e fazzoletti bianchi, come quelli diventati simbolo delle Madres de Plaza de Mayo, appesi alle finestre e ai balconi. Cosi Buenos Aires ha celebrato ieri il 44esimo anniversario del colpo di stato militare del 1976 in mezzo alle durissime misure messe in atto dal governo per contrastare la diffusione del Covid-19. È il Manifesto a parlarne,  ricordando che domenica 15 marzo il presidente Fernandez ha chiuso le scuole e sospeso le attività non indispensabili. Da venerdì la popolazione è sotto isolamento obbligatorio per evitare il contagio.

Il Manifesto ricorda che nei sette annidi dittatura sono stati fatti sparire 30mila argentini, i resti della maggior parte di loro non sono stati trovati. 500mila persone dovettero scappare in esilio. Nei più di 300 centri clandestini di tortura sono nati 490 bambini sottratti alle loro madri e consegnati ai complici dei torturatori. Alcuni governatori hanno chiesto al presidente di dichiarare lo stato d'assedio e inviare l'esercito nelle strade per limitare ancor di più la circolazione di persone nelle città. Una richiesta giudicata fuori luogo in una data così sensibile

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