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Il virus ferma (in parte) anche le madri dei desaparecidos

La paura del contagio ferma anche la commemorazione dei desaparecidos. Almeno in parte però, perché la cerimonia si terrà lo stesso, anche se “virtuale”. Lo scrive il Fatto Quotidiano, spiegando che a  44 anni dal colpo di Stato militare di Videla, mentre in Argentina vige il distanziamento sociale obbligatorio, la giornata nazionale della memoria dei desaparecidos argentini trascorrerà senza il tradizionale corteo per le strade di Buenos Aires.

Non era mai successo, ma l'emergenza sanitaria da Covid-19 (dichiarata anche in Argentina come in altri Paesi dell'America Latina) ha indotto le associazioni per i diritti umani e le Madres de la plaza de Mayo a modificare i connotati di una ricorrenza ancora oggi tra le più sentite nel Paese. Il tutto anche giocando d'anticipo su un (comunque sicuro) divieto ufficiale imposto dal governo. A oggi, ricorda il Fatto, i casi di Coronavirus in Argentina non superano i 300, ma la pressione internazionale è forte e proprio ieri il ministero della Salute ha dato notizia del primo contagio "locale". "Siamo un potenziale fattore di rischio. Facciamo una pausa", suggeriscono le madri.

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