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La rete diplomatica in soccorso di chi deve ancora rientrare in Italia

Frontiere chiuse, voli cancellati. Questa è la situazione che stanno trovando molti italiani che si trovano in questo momento in America Latina per turismo o per lavoro. Lì il virus è arrivato dopo, portato da persone provenienti dall'Asia o dall'Europa. E un po' alla volta, ma nel giro di pochissime ore, tutti i governi della regione hanno messo in atto, tramite decreto, restrizioni di vario tipo per cercare di contenere la diffusione del coronavirus. E molti italiani partiti verso quel continente, in alcuni casi prima che scoppiasse l'emergenza, si sono visti cancellare il volo senza altre soluzioni per lasciare il paese e con un biglietto aereo tra le mani senza più valore. La Farnesina, tramite anche la rete diplomatico-consolare, si era già attivata da tempo per riportare in Italia i cittadini che si trovano all'estero, anche se martedì Di Maio è stato chiaro: “C'è anche chi è partito per andare in vacanza all'estero il 10 marzo e pretende che ora lo vada a prendere con un volo di Stato, ma ci vuole responsabilità”. La priorità, quindi, sono coloro che sono partiti prima dell'emergenza e che ora non sanno come rientrare.

Sono già partiti diversi voli dall'America Latina per far rientrare gli italiani e le ambasciate e i consolati aggiornano i connazionali in tutti i modi consentiti in questa situazione di epidemia, usando soprattutto il telefono, le mail, i social e i loro siti internet. È già partito da Bogotà lo scorso 18 marzo un volo speciale della compagnia colombiana Avianca a beneficio dei turisti italiani diretto a Monaco di Baviera. Poi da lì il Consolato generale d'Italia si è mosso per far rientrare i passeggeri in Italia. Dal 23 marzo la Colombia sospenderà tutti i voli internazionali per 30 giorni. Tra le prossime partenze dai Caraibi, è previsto per il 22 marzo un volo Santo Domingo Las Americas -Roma Fiumicino organizzato dall'Ambasciata d'Italia insieme a Blu Panorama. Oltre ai numeri di emergenza dedicati, alcune ambasciate mettono a disposizione altri canali riservati per agevolare il rientro dei cittadini italiani non residenti: sul sito dell'Ambasciata italiana a Buenos Aires si può compilare un form con i propri dati anagrafici e di contatto di tutti quei cittadini non residenti il cui volo è stato cancellato dopo il 16 marzo. Per il prossimo lunedì 23 marzo è previsto un volo Buenos Aires-Milano della compagnia charter italiana Neos, predisposto in coordinamento con l’Unità di crisi della Farnesina e prenotabile dal sito della compagnia.

L'Ambasciata italiana a Montevideo, oltre alle informazioni pratiche, ha pubblicato sul proprio canale YouTube un messaggio dell'ambasciatore Giovanni Iannuzzi che assicura la presenza costante di tutto il personale per gli italiani residenti e non residenti in questa situazione di emergenza: “Dovete sapere di poter contare sull'Ambasciata e sulle nostre strutture che rimangono a vostra disposizione e pronte per fornire tutta l'assistenza che in condizioni come queste potrà essere messa a disposizione”. Anche l'ambasciatore italiano a Lima Giancarlo Maria Curcio in una lettera ai connazionali assicura: “Proseguiamo senza sosta nella ricerca di tutte le soluzioni possibili per poter rimpatriare i turisti italiani”. In Cile sono ancora possibili voli verso altri paesi dell'America Latina, soprattutto il Brasile e da lì verso altre città europee che abbiano ancora collegamenti attivi per l’Italia (al momento Francoforte, Monaco, Zurigo, Ginevra, Londra). A Brasilia, la Cancelleria consolare dell’Ambasciata d’Italia “darà priorità alle attività di assistenza connesse all'emergenza sanitaria, in particolare per agevolare il rientro in Italia di cittadini italiani che vogliano e debbano lasciare il Brasile”, mentre “per gli altri servizi – si legge sul sito dell'ambasciata - adottiamo la modalità del lavoro a distanza, nei limiti del possibile e sino a diverso avviso, salvo nei casi di comprovata urgenza”. Una volta rientrati in Italia, tutti dovranno rispettare le norme sull'autoisolamento per 14 giorni e la comunicazione alle autorità come stabilito dal decreto del ministero dei delle Infrastrutture e dei trasporti.

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