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Tensioni tra il governo Duque e le Nazioni Unite

La Colombia continua ad essere il pasese latinoamericano dove vengono assassinati più difensori dei diritti umani e le minacce sono aumentate a dismisura in un contesto di alti indici di impunità, come assicura il relatore speciale dell'Onu Michel Forst. Il rischio, inoltre, è aumentato nei tre anni trascorsi dalla firma dell'accordo di pace con il gruppo armato delle Farc. Da allora, era il 2016, sono oltre 300 i difensori dei diritti umani uccisi, secondo la relazione.

Questi sono alcuni dei punti della relazione presentata al Consiglio dei diritti umani a Ginevra che hanno fatto salire la tensione tra il governo di Iván Duque e le Nazioni Unite, secondo El Pais. Da Bogotà accusano Forst di non avere prove sufficienti per supportare la sua tesi e le sue osservazioni "non riflettono in maniera fedele la situazione attuale del paese".

Secondo il rapporto pubblicato dal Pais le persone più in pericolo sono i leader sociali che difendono i diritti umani nelle zone rurali di fronte agli interessi degli attori statali e privati come aziende nazionali e internazionali e altri gruppi di potere.

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