Servizi consolari, cittadinanza, innovazione e digitalizzazione delle pratiche. Di ritorno da una missione istituzionale in Uruguay e Paraguay, Ricardo Merlo fa il punto sulle politiche messe in campo per le comunità italiane. In Uruguay continua il lavoro per il nuovo consolato: “Sono soddisfatto – sottolinea Merlo - avremo un consolato in un Paese con più di 150mila italiani”. In Paraguay, invece, il sottosegretario agli Esteri ha potuto toccare con mano i risultati ottenuti dal nuovo sistema d’informazione per la presentazione della domanda di cittadinanza. “C’è soddisfazione da parte dell’utente, che trova un posto dove informarsi”, prosegue Merlo soffermandosi sulla sperimentazione della videochiamata WhatsApp. In questo modo, spiega Merlo, “possiamo entrare in contatto diretto con l’utente e combattere le mafie”. Un modello esportabile in altre sedi, a patto che “il console sia convinto di avviare una pratica del genere” perché, prosegue, “imporla non servirebbe”. Un accenno anche alla crisi che sta colpendo l’America Latina, in particolare il Venezuela. “Abbiamo detto a Maduro che dovrebbe convocare elezioni libere e controllate dagli organismi internazionali. Noi riconosciamo l’assemblea nazionale come legittima e non il governo di Maduro”.

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