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Ue-Mercosur: perché non si tratta di un accordo solo commerciale

L’America Latina è il quinto partner commerciale dell’Europa, l'Ue è il secondo partner commerciale dell'America Latina (terzo nel commercio delle merci, dopo Usa e Cina). Nonostante l'Europa abbia perso terreno rimane l'investitore più importante in tutti i paesi latinoamericani. È in questo contesto che si è arrivati all’accordo tra Ue e Mercosur firmato a giugno scorso. Un accordo raggiunto dopo ben 20 anni di negoziati, iniziati nel giugno del 1999, e che è stato finalmente chiuso grazie all'energia di tutti gli attori, ma anche grazie a fattori esterni come la guerra commerciale in corso con gli Stati Uniti. Di questo si è parlato oggi in uno degli appuntamenti nell’ambito del Festival della diplomazia, la conferenza “America Latina, alla scoperta di un nuovo mondo (commerciale)” che si è tenuta a Roma presso la sede dell’Iila alla presenza del presidente Roberto Melgarejo Palacios, la vicepresidente e direttore centrale America Latina del Maeci Antonella Cavallari e il direttore generale del commercio della Commissione Ue Andrea Nicolaj che ha raccontato la genesi, i contenuti e i prossimi step dell’accordo tra l’Europa e il Mercosur.

In questo particolare periodo di crisi del commercio, “questo accordo è un segnale importante che diamo alla comunità internazionale”, ha commentato Nicolaj. Un accordo di cooperazione che prevede anche la parte commerciale, con l’eliminazione dei dazi sul 91% dei beni che le società dell'Ue esportano nel Mercosur, nuove opportunità di appalti pubblici, un’attenzione particolare per le pmi e la protezione di 350 indicazioni geografiche, ma non solo. In questo particolare periodo storico non poteva mancare l’impegno da entrambe le parti a rispettare l’accordo di Parigi sui cambiamenti climatici e i diritti dei lavoratori. Il documento rassicura anche tutti coloro che temono che l’accordo abbassi il livello di sicurezza alimentare raggiunta negli anni in seno all’Ue: le norme europee rimarranno invariate. Desta preoccupazione, soprattutto in Italia, lo scambio nel settore agricolo e dell’allevamento, “ma si tratta - ha spiegato Nicolaj - di un impatto assolutamente sostenibile e gestibile”. Secondo il dg del commercio della Commissione europea “è un accordo significativo perché il Mercosur è un blocco tradizionalmente chiuso con barriere elevate. In questo modo si favorisce il libero scambio e con regole chiare”.

“Quella con l’America Latina è una relazione profonda che va al di là dell’aspetto commerciale: è una comunanza di valori”, ha commentato Cavallari secondo la quale, in questo momento storico di crisi e sconvolgimenti regionali, è importante ricordare che l’America Latina “è parte di questo mondo globalizzato. I fatti che stanno accadendo nel continente, avvicinano quella regione all’Europa, a partire dal Cile “le cui proteste sono simili a quelle che agitano i gilet gialli in Francia. E le risposte che diamo ai problemi - ha detto Cavallari - sono anche risposte economiche e commerciali, ma soprattutto politiche”. A partire dalle soluzioni per quello che è il problema endemico del continente, la disuguaglianza sociale, aumentata in questi anni di crisi economica a causa della diminuzione delle risorse per i programmi sociali. Tali risorse sono legate a delle riforme difficili da realizzare; senza queste riforme le economie non decollano e si creano situazioni come quella cilena. Per questo, ha concluso Cavallari, è fondamentale aiutare il continente “a crescere di più per sostenere quelle riforme sociali necessarie” per colmare il divario tra ricchi e poveri.

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